Rassegna Stampa

   

   

   

   


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Ultimo aggiornamento: 12-11-2009; 11:14:34.
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PUBBLICAZIONI


LA SFIDA DEI TERRITORI NELLA GREEN ECONOMY

“Due anni di discussione sull’(in)utilità delle comunità montane come “scatola” istituzionale sull’onda della polemica sui costi della politica e, più in generale, della Pubblica Amministrazione in Italia, hanno fatto da comodo parafulmine ad un dato oggettivo molto più importante: da anni in questo paese è assente un politica per i territori montani.
Questi sono stati considerati una riserva, al massimo da tutelare in una prospettiva “conservativa”, che, in tempi di crisi economica, deve essere “ristretta” concentrando gli sforzi per individuare le vere zone di “svantaggio” da compensare con politiche distributive.

Ci si è nel frattempo dimenticati che, le crisi energetica e ambientale che stiamo vivendo, possono farci riscoprire il tesoro di risorse che la montagna rappresenta e che dobbiamo considerare in una prospettiva “produttiva”, accompagnando l’evoluzione delle sue, antichissime e solide, istituzioni in agenzie promotrici di un nuovo paradigma per lo sviluppo sicuro e sostenibile, capace di accendere la scintilla che può far ripartire il Paese e non continuare ad esserne, stoltamente, considerata una zavorra al pari dei falsi invalidi, dei fannulloni e delle clientele.

Per questo Uncem, Arel e il Mulino hanno voluto proporre una ampia riflessione che ha coinvolto alcuni tra i più impegnati e accreditati studiosi delle scienze sociali, economiche, urbanistiche e culturali, manifestando l’esigenza di uno scarto culturale e politico che, partendo da un piano di ricerca di ampia portata sui temi dell’economia e della struttura sociale dei territori montani e rurali, con particolare attenzione alle condizioni istituzionali e organizzative, sappia garantire a questi territori di assumere il ruolo centrale che meritano nello sviluppo futuro del sistema Italia.”

Marco Baldi - Ugo Baldini - Roberto Baldo - Aldo Bonomi - Enrico Borghi - Oscar Gaspari - Paolo Marchetti - Andrea Marella - Antonoi Massarutto - Giancarlo Corò - Paolo Gurisatti - Ferruccio Peroni - Davide Pettenella - Eduardo Racca - Enzo Rullani - Annibale Salsa - Laura Secco - Gianfranco Viesti, AREL Il Mulino editore


GOVERNING EUROPE UNDER A CONSTITUTION

Il contributo di Enrico Borghi a questo importante testo giuridico è incentrato attorno al ruolo e al futuro del Comitato delle Regioni, importante organismo dell’Unione Europea del quale fa parte dal 2002 e nel quale è stato recentemente rinominato per il periodo 2006-2010.

Il libro, curato dai professori Stelio Mangiameli dell’Università di Teramo e Herm Kosef Blanke dell’Università di Erfurt ed edito dalla prestigiosa casa editrice tedesco-americana Spinger, analizza la difficile strada del governo dell’Europa a 25 avvalendosi dell’esperienza e del contributo di esponenti di primissimo piano del mondo politico e accademico europeo.

Esso, infatti, è aperto da una prefazione di Valery Giscard d'Estaing (già presidente della Repubblica Francese dal 1974 al 1981 e presidente della Convenzione Europea che ha scritto il primo testo del Trattato Costituzionale dell’UE)e trova interventi - tra gli altri - di Vincenzo Cerulli Irelli (ordinario di diritto amministrativo alla “Sapienza” di Roma), di Cesare Mirabelli (già presidente della Corte Costituzionale e ordinario di diritto ecclesiastico all’Università “Tor Vergata” di Roma), di Peter Tettinger (ordinario di diritto pubblico e direttore dell’istituto di scienze della pubblica amministrazione all’Università di Colonia), di Antonio Lopez Castillo (professore di diritto costituzionale all’Università Autonoma di Madrid) e di 30 esperti e professori universitari europei.

Il volume, pubblicato in lingua inglese nel gennaio 2006, contiene quindi contributi di quelli che vengono definiti gli “high-renking experts” politico-accademici sui principi base e sull’attuazione delle normative costituzionali e legislative dell’Unione Europea, oltre che sulle difficoltà insorte in seno al Trattato Costituzionale europeo.

Analizzando il ruolo del governo dell’Europa a a 25 (e presto a 28) la pubblicazione intende dare un contributo all'emergere dello “ius publicum europaeum”.

HERM-JOSEF BLANKE & STELIO MANGIAMELI, Springer editore


LA MONTAGNA DISINCANTATA

Il “Renoir” nascosto

Una riflessione sul “piccolo mondo antico” della montagna non attraverso il consueto e nostalgico stereotipo del perduto microcosmo bucolico e agreste, ma con un’ottica, di sviluppo economico e tecnologico.
La proposta di un modello che non rinnega tradizioni secolari, ma che ne fa il punto di partenza per approdare ad una soluzione nuova, in grado di raccogliere le sfide della globalizzazione personalizzandole attraverso proprie, naturali, inclinazioni. In una parola coniugando montanità con modernità.

Sparisce la concezione della montagna come problema, che per troppo tempo ha informato le politiche di settore, centralistiche e assistenzialistiche, per lasciare il posto alla montagna come risorsa.
Risorsa che, seppure in un’ottica di sviluppo sostenibile, l’autore dimostra concretamente monetizzabile.
Anzitutto attraverso il coinvolgimento delle amministrazioni montane nell’utilizzo delle risorse tipiche della montagna, secondo un meccanismo fiscale per il quale torni alla montagna una percentuale di quanto la montagna elargisce. Sia in termini di risorse energetiche sia in termini di “ospitalità” del territorio alle infrastrutture di varia natura, che rispondono più a logiche nazionali e internazionali che a politiche di sviluppo dei territori medesimi.

Un percorso che parte dalla Carta di Chivasso passando per i Consigli di Valle attraverso l’articolo 44 della Costituzione per arrivare, negli anni Settanta, all’avvento di un nuovo soggetto istituzionale per il governo della montagna: la Comunità montana.
Da qui prende le mosse l’analisi dei provvedimenti più recenti che hanno interessato le politiche per le aree montane, “conditi” dai commenti e dalle riflessioni di chi, come l’autore, ne è stato protagonista privilegiato.

ALDO BONOMI – ENRICO BORGHI, La montagna nascosta, Cda&Vivalda Editori, 2002


PARCHI MONTANI

Il ruolo delle Aree Protette Montane nell’attuazione del progetto APE, della Convenzione Alpina e di una nuova politica della montagna

A poco tempo dall’approvazione della Convenzione delle Alpi e del progetto APE, 10 contributi sul tema dei parchi montani, per un’analisi a 360° dell’ossatura portante del sistema delle aree protette italiane.

Enrico Borghi interviene rispondendo a tre domande che gli permettono di delineare un quadro completo degli attori (Comunità montane, Comuni montani e Parchi) che intervengono sul territorio e delle relazioni che intercorrono tra loro.

Il pensiero dell’autore è che sui parchi e sulle aree protette le visioni degli amministratori locali e degli ambientalisti devono convergere verso un ambiente sano e tutelato, non inteso come riserva indiana bensì come habitat di eccellenza che necessita di cura, manutenzione, controllo di presenza attiva agroforestale, artigianale, turistica, in modo da controllare il presidio del territorio, mantenere la popolazione e assicurare i servizi fondamentali.

Il tema dei servizi riveste larga parte nell’argomentazione che l’autore fornisce e viene reputato l’obiettivo ultimo verso il quale devono tendere gli sforzi e i progetti che coinvolgono le aree protette e i comuni montani. Scuole, ospedali, uffici postali si concentrano nelle aree forti lasciando spesso prive delle necessarie garanzie le popolazioni di vasti territori caratterizzati da grave marginalità.

La conclusione della riflessione può essere riassunta nell’assunto secondo cui la montagna è in grado di partecipare concretamente al rilancio dell’economia e dell’occupazione diffusa e diversificata.
L’ambiente e la sua tutela, il turismo, le risorse artistico-culturali che le nostre montagne custodiscono, le produzioni di filiera, sono indirizzi che possono e devono tradursi in adeguati programmi di rilancio in grado di produrre occupazione stabile e diffusa, coniugando i ruoli del Parco e della Comunità montana, in un orizzonte comune di sviluppo e di rilancio economico.

PARCHI MONTANI, a cura di Renzo Meschini, Comunicazione Edizione, 2001


AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE NELLE ZONE DI MONTAGNA

IX RAPPORTO NOMISMA SULL’AGRICOLTURA ITALIANA

Il testo “Agricoltura e sviluppo rurale nelle zone di montagna”, all’interno del IX rapporto Nomisma sull’agricoltura italiana, rappresenta l’analisi del ruolo che l’agricoltura riveste nelle aree montane e in particolare nell’arco alpino.

Il tema è complesso e articolato e non si esaurisce solo attraverso uno studio prettamente economico, investendo anche il problema dello spopolamento, del presidio del territorio e quindi della prevenzione dei disastri naturali e della tutela ambientale.

Il rapporto fornisce inoltre un quadro esplicativo dei punti di forza e delle problematiche che connotano l’agricoltura d’alta quota: differenziazione e qualità delle produzioni locali, multifunzionalità delle imprese agricole, concorrenzialità rispetto alle aziende di pianura.

Non poteva mancare una compiuta riflessione sugli strumenti e sulle politiche dedicate al settore, sia a livello locale sia nazionale sia comunitario, e sugli scenari futuri che attendono questo comparto.

Il contributo di Enrico Borghi, che si è concretizzato nella redazione del primo capitolo, fonda il Rapporto su di una base storico-sociale necessaria a comprendere i fenomeni analizzati nelle pagine successive.
“La montagna come modello culturale ed economico”, questo il titolo, analizza i risvolti storici, culturali e sociali dell’identità alpina per determinarne poi i modelli economici, da quelli tradizionali ai più recenti settori della new economy.

Un “viaggio” attraverso dati oggettivi, tratti dagli indicatori socio-economici, descrizione di cases histories di eccellenza localizzati sull’arco alpino e analisi di scenari complessi nei quali le variabili rappresentate dalle risorse naturali, dal mercato, dal contesto sociale e demografico si intersecano differentemente dando vita a modelli diversi di sviluppo.

AGRICOLTURA E SVILUPPO RURALE
IX RAPPORTO NOMISMA SULL’AGRICOLTURA ITALIANA, Il Sole 24 ore, 2003



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