In una lettera aperta al Presidente della provincia del VCO Paolo Ravaioli il Presidente dell’Uncem Enrico Borghi richiama l’attenzione su alcune riflessioni che interessano il territorio e che riguardano il caso Tessenderlo in particolare.
“Dobbiamo evitare – si legge nella lettera – di assistere ad una replica del film già visto con la Sisma di Villadossola. Ovvero di imprenditori che, dopo aver ottenuto dalle partecipazioni statali impianti produttivi sui quali non hanno effettuato alcun investimento serio e di prospettiva, dismettono le attività capitalizzando sull’unico valore aggiunto delle medesime, consistente delle redditizie produzioni energetiche connesse al ciclo di produzione”.
“Peraltro, i dati diffusi proprio oggi dal rapporto Istat sulla produzione industriale italiana ci dicono che la nostra provincia è inserita nelle tipologie dell’Italia dell’industria tradizionale, comparto che è secondo solo all’Italia dei “sistemi urbani” per la produzione di valore aggiunto annuo per occupato (51.000 euro) ma che ha registrato un incremento di occupazione nell’ultimo decennio del 4,2%, contenuta rispetto ad altri settori.
Siamo quindi nel cuore di una delicata fase di passaggio, ricca di luci e di ombre ma nella quale sarebbe errato rimanere fermi e privi di strategie, e questo di Pieve Vergonte è un banco di prova che abbiamo di fronte, e che credo imponga alla “Politica” la responsabilità di porre alcuni punti fermi.
Anzitutto, quello di richiamare la proprietà di Tessenderlo agli impegni assunti nei confronti del territorio al momento dell’acquisizione dello stabilimento da Enichem s.p.a. in ordine sia ai livelli occupazionali sia agli investimenti da realizzare per il potenziamento del ciclo produttivo e del suo miglioramento ambientale, inserito nel complesso processo di bonifica complessiva che interessa l’intero complesso industriale.
Ma contemporaneamente quello di ribadire, con grande forza e nettezza, che in questi decenni la salvaguardia e la garanzia della permanenza di quel sito produttivo è costata al territorio un sacrificio in termini di ripercussioni ambientali e di prelievo di risorse naturali a fini energetici.
Se qualcuno oggi sta pensando che questi sacrifici siano algebrici, ovvero a somma zero, credo sia bene intervenire per fargli cambiare idea.
Iniziando dal dire che le concessioni in essere per la produzione idroelettrica ai fini produttivi dovranno rimanere sul territorio qualora la proprietà intenda dismettere le produzioni, evitando che vengano rapidamente e silenziosamente stornate come - appunto - in passato quelle della Sisma”.
“E proseguendo nel dire che la questione è talmente rilevante e complessa - abbracciando come sai sia i temi della produzione che quelli della bonifica ambientale che quelli del risarcimento ambientale ad un territorio che titolo e diritto per ottenerlo - che è necessaria e fondamentale una collaborazione interistituzionale fra tutti i livelli coinvolti, alla quale la proprietà non può sottrarsi e nella quale le istituzioni devono andare a ranghi serrati e compatti.
In vista dell’obiettivo di conciliare cicli produttivi industriali e compatibilità ambientali, e di garantire lavoro e occupazione in un’ottica di conciliabilità e sostenibilità complessiva”.
“Lascio sullo sfondo - conclude Borghi - ma non ti nascondo qualche ansia, su quanto sta avvenendo nel mondo globale dell’acciaio, dove lo scontro in atto tra indiani e russi per l’acquisizione di Arcelor potrebbe (mi auguro vivamente che il condizionale rimanga tale, ma occorre operare in tal senso con le necessarie verifiche appena si sarà conclusa la complessa partita delle acquisizioni societarie in corso) coinvolgere anche il futuro dello stabilimento che sorge all’incrocio dei confini tra i comuni di Pallanzeno, Piedimulera e Vogogna.
Confido come sempre nella tua capacità e autorevolezza per far sì che le istituzioni locali e regionali sappiano esercitare con la dovuta energia e con le giuste dosi la loro azione di competenza, dandoti ovviamente la mia personale disponibilità nei modi e nelle forme che riterrai opportune a lavorare a fianco di esse per una partita che - se ben giocata - potrebbe aprire prospettive significative per l’economia del nostro territorio e che invece, se lasciata scorrere da sola, potrebbe arrecare contraccolpi pesanti all’economia locale e l’ennesimo depauperamento delle nostre risorse che sono convinto non possiamo accettare”.