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Una splendida notizia in controtendenza, che apre nuove prospettive al Verbano Cusio Ossola”.
Così Enrico Borghi, presidente dell’UNCEM, commenta l’esito del referendum con il quale il popolo della Confederazione Elvetica ha approvato l’adesione della Svizzera agli accordi di Schengen sulla libera circolazione delle persone.
“Ancora una volta i nostri cugini elvetici ci danno lezioni di democrazia e di lungimiranza - osserva Borghi -.
Mentre il vento dell’antieuropeismo soffia in Francia e Olanda, contagiando anche qualche ultrascettico di casa nostra, oltre il Sempione si riconosce all’Unione Europea una grande forza di attrazione e un riferimento essenziale per vincere le sfide della competizione globale”.
“Il voto svizzero di domenica - prosegue il presidente dell’UNCEM - potrà avere conseguenze importanti anche per il VCO, dalle più banali come la scomparsa di lunghe code alla frontiera da e per la Svizzera alle più importanti come la progressiva integrazione dei regimi giuridici tra Confederazione Elvetica e Unione Europea.
Certamente, è il passo fondamentale per iniziare a costruire soggetti comuni di gestione per la programmazione e l’utilizzo dei nuovi fondi strutturali Interreg, che presuppongono unità gestionali miste. Con questo voto, il VCO è meno solo rispetto alle altre zone confinanti delle Alpi”.
“Mi auguro - conclude Borghi - che sulla scorta di questa positiva novità vengano rilanciati i rapporti bilaterali fra Italia e Svizzera, attraverso un’azione sussidiaria della Regione Piemonte e della Provincia del Verbano Cusio Ossola, per giungere alla creazione di un organismo comune italo-elvetico di gestione e programmazione dei fondi Interreg al quale affidare il compito di governare congiuntamente tematiche essenziali quali la politica dei trasporti alpini, le politiche occupazionali tra VCO e cantoni svizzeri confinanti e le politiche ambientali comuni”.