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Le fiaccole di Masera
Cara Giuliana,
non ho avuto la fortuna di conoscerti ancora personalmente. Mi dicono però che assomigli tanto a quel papà che conosco ormai da anni, e che non manca mai alle manifestazioni della Resistenza e della Repubblica Partigiana.
Se è così, sei davvero tosta.
Ti scrivo queste brevi note affidando al Web una speranza: quella che gli uomini che ti stanno trattenendo possano capire - dalla lettura di messaggi come questo - che si stanno sbagliando. Che non sei uno strumento di odio, ma di amore. Non di guerra, ma di pace. Non di divisione, ma di comprensione.
È - questa - la stessa speranza del naufrago che lancia il suo messaggio in bottiglia. Di chi spera che nel grande, immenso mare la mano del Fato (o della Provvidenza) faccia imbattere il messaggio sul bagnasciuga di una spiaggia nella quale qualcuno lo legga. E capisca. E agisca.
Una speranza utopica, velleitaria, quasi infantile. Come quella del tuo papà, quando strappò la cartolina precetto di Salò e salì sulle nostre montagne. Come la tua, quando hai girato il mondo per incontrare i derelitti della Terra e farti strumento della loro sempre più flebile voce, che arriva qui nell’opulento Occidente attutita e ovattata dalle nostre convenzioni e dalle nostre comodità.
Ma è sulla speranza che si costruisce il mondo, si fanno figli, si guarda avanti.
Come abbiamo fatto ieri sera in tanti, al tuo paese, facendo - in un silenzio irreale per chi viene da fuori, ma tipico per noi montanari abituati a interpretarlo - il tragitto dalla piazza a casa tua che chissà quante volte avrai fatto.
C’era la speranza di rivederti, di riascoltarti, di lanciare a chi oggi ti segrega un messaggio: siamo gente di pace, e in silenzio diamo la testimonianza a favore di chi oggi - per quella Pace - non può pagare un prezzo ingiusto.
C’era la voglia di stare accanto al tuo papà e alla tua mamma, in queste ore difficili che mai avrebbero pensato di dover vivere.
C’era il desiderio di un altro mondo, in cui chi rende la sua testimonianza alla verità non sia costretto ad essere piegato dagli egoismi della storia.
C’erano queste, ed altre cose, nelle fiaccole di Masera ieri sera.
Ma il resto te lo diremo quando tornerai.
A presto.
Roma, Lunedì 07 Febbraio 2005
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