Il presidente dell’Uncem Enrico Borghi prende posizione sulle notizie filtrate in questi giorni rispetto alle scelte governative in ordine all’introduzione di nuovi pedaggi sulle strade assimilabili alle autostrade.
In una lettera indirizzata al ministro dell’Economia Siniscalco Borghi chiede la modifica della norma (art. 35 comma 19) secondo cui “con decreto del Ministero dell’Economia possono essere trasferiti, a prezzo di mercato, a società controllate direttamente o indirettamente dallo Stato, tratti dalla rete stradale nazionale suscettibili di assoggettamento a tariffa”.
“Cosa accadrebbe – si legge nella lettera – se, per usare un esempio del territorio dal quale provengo, lo Stato decidesse di trasferire la Superstrada del Sempione SS 33 Gravellona Toce-confine elvetico ad una società?
Che fatalmente essa si rivarrebbe sull’utenza finale, introducendo, sulla base di tale normativa, l’assoggettamento a tariffa dell’arteria.
Soluzione che, nel caso di esempio, determinerebbe grave compromissione ambientale (si pensi solo allo sforzo compiuto per “convincere” i TIR a transitare sull’autostrada A 26 anziché sulla litoranea del Lago Maggiore) e una giusta gabella di sapore medioevale per i residenti, che non godrebbero neppure dei frutti dei loro esborsi che andrebbero “a società controllate direttamente o indirettamente dallo Stato”.
Il presidente dell’Uncem chiede pertanto al Ministro di intervenire sotto il profilo normativo per modificare il testo licenziato dal Consiglio dei Ministri.