Dopo la bocciatura del referendum elettorale da parte della Corte Costituzionale, i partiti non hanno più alibi: occorre cambiare il porcellum, con un atto di responsabilità politica, archiviare definitivamente questa triste stagione in cui i parlamentari vengono nominati e non più eletti e ridare la libertà ai cittadini di scegliersi i propri rappresentanti.
E' uno dei modi più rilevanti per tornare a ripristinare un circuito tra cittadini e politica, e tornare a rilegittimare i livelli istituzionali che si stanno trasformando da democratici a oligarchici.
I cittadini si eleggono direttamente il Sindaco e il Consiglio Comunale.
Poi da li in sù iniziano a metterci le zeppe i partiti nella libertà dei cittadini. In Provincia c'è l'uninominale, per cui si sa già in partenza quali sono i collegi "blindati". In Regione c'è il proporzionale (dove si sceglie partito e candidato) ma c'è anche il "listino" dove dodici persone diventano consiglieri regionali senza neanche essere stati votati. Infine al Parlamento c'è l'apoteosi dell'oligarchia: si entra solo se i big del partito ti raccomandano.
Bisogna mettere fine a questo andazzo.
Qualcuno può giustamente dire: ma la legge elettorale si fa anche con gli altri (pdl, terzo polo, lega nord, idv) e se loro non ci stanno non se ne fa nulla. Se fosse così, allora, una cosa deve essere chiara: il Partito Democratico, se vuole tenere fede al suo nome, deve fare le primarie per scegliere i parlamentari della "fascia certa".
Primarie per ridare al cittadino quello scettro sottrattogli dall'oligarchia di questi anni.
E' anche così che si torna tra la gente: ridandogli la libertà!