Si è chiuso sabato 12 giugno in Veneto Nord Camp 2010, la manifestazione organizzata da Enrico Letta e dalla sua Associazione TrecentoSessanta a cui ha partecipato il Presidente dell'Uncem Enrico Borghi oltre a numerosi rappresentanti delle istituzioni, dell'impresa, docenti, intellettuali e militanti democratici.
Tutti chiamati a parlare di Nord, del suo sviluppo, dei suoi problemi e di come il centrosinistra può diventare protagonista nelle regioni settentrionali.
"C'è chi dice Nord" recita infatti il claim della tre giorni, che si è chiuso con l'accorata difesa, nella relazione finale di Enrico Letta, dei piccoli Comuni montani, vessati da una manovra che mette a serio rischio i servizi essenziali e che non si cura delle politiche di sviluppo socioeconomiche.
"Non è giusto immaginare - ha dichiarato il vicesegretario del Partito Democratico - come fa il governo nella manovra, che debbano pagare solo i più deboli, come i comuni montani e in generale la montagna che invece sono una straordinaria ricchezza di coesione sociale dell'intero Paese.
Ne ho parlato nei giorni scorsi anche con lo scrittore Mauro Corona, ed è preoccupante quello che sta accadendo nei confronti della montagna che invece è una grande opportunità e che non può essere privata di servizi essenziali.
Anzichè pensare a chiudere le scuole, il governo per risparmiare pensi a chiudere le prefetture ed accorparle con le questure.
Il nostro slogan potrebbe essere "apriamo le scuole, chiudiamo le prefetture".
Enrico Letta ha utilizzato l'espressione: «cambiare consapevolezza».
Riferendosi al fatto che il PD ha acquisito la consapevolezza di aver «toccato il fondo nel Nord». E se il PD non si dimostrerà «competitivo al Nord non avremo titolo per ambire a governare l'Italia».
Perché il Partito Democratico deve compiere, in questa situazione difficile per il nostro Paese, un passo in più, uno sforzo maggiore, e tornare a parlare alla gente con un «linguaggio che scaldi i cuori e che parlando di cose concrete sia in grado di rispondere alle reali esigenze della gente».
Ed evidentemente la montagna è una delle "cose concrete" a cui pensa il vicesegretario democratico.
"Il passaggio, nella relazione finale di Enrico Letta, sulla necessità di una politica di salvaguardia mirata per le piccole municipalità, e di quelle montane in particolare, è un segnale politico importante perchè certifica che il principale partito d'opposizione su questi temi ha una sua posizione chiara e netta- ha detto il Presidente dell'Uncem Enrico Borghi -.
Ci auguriamo che il Parlamento raccolga questa riflessione, durante l'esame della manovra, e intervenga a raddrizzare una china altrimenti devastante per i territori. Scuola, sanità, farmacie, agricoltura, trasporti.
I tagli riguardano i servizi essenziali e colpiscono i piccoli Comuni e le Comunità montane che sostengono la coesione socioeconomica dei territori, continuando invece a salvaguardare gli interesse delle grandi municipalità.
E' una politica sbagliata, non solo perché non difende la democrazia dei territori, ma anche perché scardina servizi fondamentali in aree a rischio spopolamento.
E per riprendere le recenti parole di Tremonti, l'economia sociale di mercato in montagna è impossibile senza il presidio democratico e amministrativo garantito delle municipalità".