A due giorni dal confronto con il governo sulla Finanziaria, l'Uncem rincalza e chiede un segnale di risposta in merito alle due proposte sollevate per far fronte ai tagli:
coinvolgimento degli enti locali nel processo di riassegnazione delle concessioni idroelettriche che andranno a scadenza entro la fine dell'anno e
istituzione del registro dei serbatoi del carbonio.
"La posizione dell'Uncem sulla Finanziaria si distingue per il suo profilo riformista e non rivendicativo e per la sua attenzione ai temi della crescita e dello sviluppo" - dice il Presidente dell'Uncem Enrico Borghi.
L'Uncem - Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani è stata infatti l'unica associazione ad aver già compiuto un'opera di riordino e di razionalizzazione (le Comunità montane sono già passate da 330 a 180) che ha portato ad un risparmio di almeno il 20% di spesa corrente.
Per sostenere le proposte avanzate a Palazzo Chigi, Uncem fornisce i dati: secondo l'inventario nazionale delle foreste, redatto nel 2007 dal Corpo Forestale dello Stato, i boschi italiani sono circa 8,5 milioni di ettari, il 90% dei quali in montagna, e presentano una potenzialità annua di stoccaggio del carbonio pari a 10,2 milioni di tonnellate di CO2, che così riassorbite garantirebbero all'Italia un risparmio per mancate sanzioni - quelle previste da Kyoto - che oscilla annualmente tra i 750 milioni e il miliardo di euro.
Il valore dei certificati di questi boschi è mediamente (dati UE) di 39 euro all'ettaro, che portano quindi ad un valore potenziale dei boschi montani annuo di 300 milioni di euro.
In merito al settore idroelettrico, dall'indagine Uncem sulle potenzialità idroelettriche nelle aree montane delle province di Torino, Cuneo e Biella risulta che le potenzialità degli impianti in queste zone garantisce un guadagno lordo annuo di 74 milioni di euro.
Inoltre, le nuove ipotesi di impianto ammissibili dai piani di programmazione, sempre in queste tre aree montane piemontesi, darebbe un potenziale di guadagno di 134 milioni di euro in 15 anni.
"Esplodendo" la potenzialità di queste tre province montane sull'intero territorio nazionale, risultano chiare le potenzialità complessive della capacità produttiva della montagna solo in questo settore.
"Nel confronto con il governo - dice Borghi - abbiamo assunto una posizione responsabile nell'interesse del Paese, accettando di discutere dei tagli pesanti di questa manovra che possono essere compensati con misure che non aumentano gli oneri a carico della finanza pubblica e che incidono positivamente sulla crescita economica e sullo sviluppo imprenditoriale del paese.
Per questo chiediamo adesso attenzione sulle due proposte strutturali che abbiamo avanzato: coinvolgimento degli enti locali nel processo di riassegnazione delle concessioni idroelettriche che andranno a scadenza entro la fine dell'anno, e sul quale abbiamo già avanzato la nostra proposta in sede parlamentare, e istituzione del registro dei serbatoi del carbonio, che consentirebbe la valorizzazione del patrimonio forestale montano che è spesso di proprietà pubblica e che garantirebbe di spendere in Italia soldi che oggi vengono dirottati all'estero".
Dall'Uncem, poi, il No all'obbligo, per i Comuni sotto i 30 mila abitanti, a dismettere ogni tipo di partecipazione societaria.
Operazione che si configurerebbe come un esproprio mascherato nei confronti di piccoli Comuni e che impedirebbe, di fatto, il loro coinvolgimento in progetti nel campo dell'energia e dell'ambiente.