Rassegna Stampa

   

   

   

   


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Ultimo aggiornamento: 7-06-2010; 18:39:07.
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       Mercoledì, 5 maggio 2010
Borghi: "altro che la festa dei piccoli Comuni, qui si fa la festa ai piccoli Comuni"


"Nel giorno in cui alla Camera si celebra la festa dei piccoli comuni, qualcuno di quegli stessi attori sta ben pensando di fare la festa ai piccoli Comuni, e a quelli montani in particolare, programmando di lasciarli fuori dalla commissione che scriverà le regole del federalismo fiscale e calpestando così i diritti di territori e popolazioni".
Così il presidente dell'Uncem Enrico Borghi interviene alla vigilia della riunione della Conferenza unificata di domani, chiamata a varare il "Comitato dei rappresentanti delle autonomie territoriali per l'attuazione del federalismo fiscale", nello stesso giorni in cui alla Camera il ministro Maroni, insieme con Legambiente e Anci, festeggeranno i piccoli comuni in una iniziativa sponsorizzata da Enel Green Power.

"Mi auguro che il governo non avalli un'ipotesi di questo genere – dice Borghi – e che il presidente dell'Anci Chiamparino si faccia carico dell'esigenza di pluralismo e di rappresentatività in un organismo come questo che sarà chiamato a definire il delicato passaggio dalla spesa storica ai costi standard, e nel quale la caratteristica dei piccoli comuni e la specificità di quelli montani deve poter avere diritto di cittadinanza e di parola".

"Serve a poco - conclude Borghi - l'ennesimo e retorico convegno parlamentare sulla bellezza dei piccoli centri, ancor più paradossale se pagato da chi espropria i piccoli comuni montani delle loro risorse naturali, se poi all'atto pratico delle scelte politiche si mette la sordina alle istanze dei loro rappresentanti. Lo dico come sindaco di un piccolo paese di montagna, prima ancora che come presidente dell'Uncem: se ai comuni montani verrà tolta la possibilità di esprimersi nelle sedi istituzionali, essi troveranno il modo di farsi sentire in altro modo. Se con piena legittimità i sindaci metropolitani e dei capoluoghi vogliono difendere le loro ragioni, altrettanto deve valere per i sindaci dei comuni di montagna, il territorio dei quali copre oltre il 50% dell'Italia e i cittadini dei quali hanno gli stessi diritti di quelli che vivono in città".

  
 

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