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Uncem e Codice Autonomie
appello di Borghi ai sindaci dei piccoli Comuni montani
"non lasciamo che ci espropino risorse, sovranità e rappresentanza"
In una lettera inviata oggi a tutti i sindaci dei piccoli Comuni di montagna, il Presidente dell’Uncem Enrico Borghi passa in rassegna i recenti provvedimenti all’attenzione di Governo e Parlamento che rischiano di segnare gravemente la storia delle realtà amministrative montane e il ruolo stesso dei rappresentanti istituzionali sul territorio – sindaci dei piccoli Comuni in primo luogo.
“Riforma dei servizi pubblici locali, Codice delle Autonomie, Sistema della rappresentanza istituzionale - dice Borghi - rappresentano un combinato disposto che porterà, rispettivamente: alla colonizzazione dei nostri territori da parte dei big players (basti pensare, solo per citare alcuni grandi colossi dell’acqua, a nomi quali Iride, Hera, Acea), alla figura del “sindaco-podestà” (considerata l’abolizione delle giunte nei comuni al di sotto dei 1.000 abitanti) e al trasferimento di funzioni fondamentali (come urbanistica, edilizia privata, scuole, polizia municipale) per i Comuni sotto i 3.000 abitanti ad una fumosa Unione dei Comuni il cui presidente cambia ogni sei mesi e dove non è difficile immaginare il potere predominante della burocrazia e delle tecnostrutture.
E ultimo ma non per ultimo, porterà all’impossibilità per i territori montani di essere rappresentanti e difesi nelle sedi istituzionali di concertazione a causa di un emendamento di Anci e Upi che chiede l’esclusività della rappresentanza”.
“Su tutto questo - dice Borghi - bisogna intervenire prima che sia troppo tardi e che la storia d’Italia imbocchi un crinale irreversibile di contrazione degli spazi di rappresentanza e di spazio democratico.
Dopo l’esproprio delle risorse della montagna si vuole compiere l’esproprio di sovranità ed infine la soppressione della rappresentanza, e siamo convinti che i sindaci di montagna non accetteranno supinamente e in silenzio che le decisioni per i loro territori in futuro vengano assunte dai sindaci delle grandi città metropolitane e che addirittura la loro rappresentanza venga monopolizzata dai poteri forti delle autonomie locali”.
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