Misure a costo zero per lo Stato centrale che consentirebbero agli enti locali della montagna di investire sulle risorse del proprio territorio.
A partire da un'indagine conoscitiva sul settore della produzione di energie rinnovabili.
Queste le
richieste che Uncem, chiamata a riferire sui documenti di bilancio 2010-2012, ha sottoposto oggi alle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato.
''Capovolgiamo l'approccio - ha detto il Presidente dell'Uncem Enrico Borghi - non chiedendo soldi ma misure che permettano alle autonomie locali delle aree montane di reinvestire sul territorio i proventi delle proprie risorse: tra queste in particolare proponiamo l'istituzione di un registro nazionale dei serbatoi di carbonio, l'incentivazione dei crediti di prossimita' e l'avvio di un'indagine conoscitiva sul settore della produzione di energie rinnovabili e idroelettriche in particolare, con l'obiettivo di far emergere di fronte alla pubblica opinione e ai decisori la realtà, eliminare sacche di evasione ed elusione fiscale a danno dello Stato e degli Enti Locali e realizzare una equa ripartizione dei redditi di filiera con il riconoscimento della quota dovuta alla montagna come produttore della risorsa acqua per l'intera collettività nazionale.
Le nostre proposte, che rientrano peraltro negli impegni che il Paese si è assunto per il raggiungimento degli obiettivi di Kyoto entro il 2020, oltre a non necessitare di stanziamenti aggiuntivi, consentirebbero agli enti locali montani di compensare i pesanti tagli imposti dal livello centrale. Riconoscere una quota parte di quanto prodotto ai territori fornitori è una questione di volontà politica e a questa Uncem intende richiamare Governo e Parlamento".
L'Uncem chiede inoltre, nell'ottica dell'attuazione concreta del federalismo fiscale e della conseguente necessità di dotare soprattutto i piccoli Comuni di montagna degli strumenti indispensabili al raggiungimento dell'autonomia fiscale e finanziaria, la riperimetrazione delle aree incluse nei Bacini Imbriferi Montani (BIM), al fine di ricomprendere tra i soggetti tenuti al pagamento di cui alla legge 27 dicembre 1953, n. 959 tutti i concessionari che effettuano i prelievi nel territorio di un Comune montano e la revisione dell'ammontare del sovracanone corrisposto ai Comuni ricadenti nei BIM, la cui entità (aggiornata in ultimo dal decreto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 27 novembre 2007) risulta oggi sottostimata, adeguandola ai prezzi effettivi aggiornati di mercato dell'energia elettrica.