
"La "Lega di sinistra" ipotizzata nell'articolo odierno della Stampa in Piemonte è un grave errore politico che deve essere evitato.
Abbiamo bisogno di originali e non di surrogati, e l'originale è una politica del PD per i territori montani e non la rincorsa velleitaria a modelli altrui".
Così Enrico Borghi, membro della direzione nazionale del Pd, commenta le indiscrezioni giornalistiche secondo le quali in Piemonte si starebbe allestendo una lista di amministratori ed ex amministratori di montagna nell'ambito del centrosinistra.
"Nessuno ci ha chiesto nulla e ci ha coinvolti -osserva Borghi, che è anche sindaco di Vogogna in Val d'Ossola e presidente nazionale Uncem- e già questo la dice lunga.
Il punto non è riprodurre sul versante democratico un micropartito che faccia il controcanto alla Lega, ma cambiare il Pd da partito elitario e urbanocentrico a partito federale dei territori italiani.
Una lista piemontese come quella adombrata nell'articolo farebbe inevitabilmente la fine del partito dei contadini nei confronti del Pcus!
C'è bisogno invece che tutta la classe dirigente del centrosinistra comprenda la necessità di una politica organica per le terre alte, e non l'appalto del tema ad una microrappresentanza che finirebbe con il depotenziare la portata di una battaglia politica e culturale che deve essere ampia e diffusa se non vuol fare la fine dell'ambientalismo alla Pecoraro Scanio.
Di questo parleremo venerdì prossimo in Val Camonica con Pierluigi Bersani: già Veltroni ha sbagliato inseguendo Berlusconi sul suo campo, ora non mettiamoci a rincorrere Bossi ma piuttosto sveliamone il bluff".
Rendiamo disponibile la pagina de La Stampa di oggi sulla quale appare la dichiarazione di Enrico Borghi e il lancio dell'agenzia ANSA.