La XIV Commissione Politiche dell'Unione Europea della Camera dei Deputati ha ascoltato questa mattina il Presidente dell'Uncem Enrico Borghi sul tema della partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione Europea.
Al centro della proposta Uncem la montagna come luogo e modello privilegiato di sperimentazione e opportunità per la costruzione di una nuova virtuosa fase di crescita economica del Paese.
"Le politiche europee - ha detto il Presidente dell'Uncem Enrico Borghi - già oggi possono determinare le scelte strategiche per le zone montane.
Il recepimento nel Trattato di Lisbona dell'articolo 220 apre significative possibilità di azione dell'Europa per la montagna, e la normativa statale deve armonizzarsi per consentire di attuare gli interventi conseguenti.
La stessa corretta diffusione del servizi a rete - poste, scuole, viabilità, sanità - può trovare una sua risposta se si applicheranno correttamente le norme europee.
E sul tema dello sviluppo, da Bruxelles arrivano forti spinte per il settore dell'energia e delle fonti rinnovabili che rappresentano una opportunità strategica per la ripresa economica e un interesse generale sempre più urgente per la collettività nazionale.
E poi agricoltura e forestazione, poiché le aree montane sono un asset fondamentale nel quadro della riformata Politica Agricola Comunitaria (PAC) e in particolare progetti di sperimentazione sulla gestione forestale atti a produrre crediti di carbonio con un valore stimabile tra 350 e 700 milioni di euro (16 milioni di tonnellate di CO2 rendicontabile ad un valore che va dai 20 ai 40 euro per tonnellata), nel quale tra l'altro l'Uncem ha già attivato una serie di canali di interlocuzione con i soggetti sindacali per l'utilizzo degli operai forestali e con le grandi imprese, alle quali sono imposti pesanti programmi di compensazione di CO2.
Su tutto questo dobbiamo purtroppo registrare il ritardo nell'adozione delle norme da parte italiana, così come il preoccupante ritardo negli impieghi delle risorse previste dal quadro strategico nazionale 2007-2013".
Tra gli altri temi sui quali l'Uncem ha richiamato l'attenzione della Commissione la necessità di attuare politiche di sviluppo rurale attraverso il sostegno alla politica distrettuale, su cui l'Italia ha fatto scuola nell'area della produzione industriale, e che oggi ha subito un forte ritardo rispetto a paesi come Germania, Inghilterra e Francia.