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Ultimo aggiornamento: 28-01-2009; 12:07:05.
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       Lunedì, 9 maggio 2005
Patto di Stabilità



35 Comunità Montane ancora nel Patto di Stabilità
inclusa quella dei Giochi Olimpici 2006


Borghi “La Camera ha perso l’occasione di ristabilire una situazione di equità e pari dignità sul territorio”


Per una manciata di voti, la Camera ha bocciato, nella seduta di ieri pomeriggio, gli emendamenti proposti dall’Uncem e relativi alla richiesta di esclusione di tutte le Comunità montane dai vincoli del Patto di stabilità e in particolare di quelle che partecipano allo svolgimento dei “Giochi Olimpici Invernali Torino 2006” (in ogni caso della Comunità montana Bassa Valle Susa e Val Cenischia), all’eliminazione del riferimento temporale per il solo 2005 per quelle già escluse e all’incremento di 10 mila euro del fondo per l’esercizio associato delle funzioni comunali da parte delle Comunità montane.

Nonostante la strenua difesa operata soprattutto dall’On. Olivieri, che ha ben espresso la ratio degli emendamenti, invitando relatore e Governo a rivedere i parere contrari espressi in precedenza anche per coerenza con quanto deciso al Senato.

La Camera - ha detto il Presidente dell’Uncem Enrico Borghi - ha perduto l’occasione di sanare una situazione che darà vita ad un’ingiustificata sperequazione tra gli enti di governo del territorio montano.
Gli emendamenti suggeriti dall’Uncem e presentati e difesi dagli amici onorevoli, avevano l’obiettivo di sanare una situazione di disuguaglianza e di ingiustificata discriminazione nei confronti della rimanenti 35 Comunità montane, colpevoli di registrare una popolazione superiore a 50 mila abitanti.
Senza contare il paradosso di quella coinvolta nell’organizzazione di Torino 2006, che si vede da una parte costretta a dover completare le opere, obbligatoriamente, entro il 15 dicembre prossimo, e dall’altra a rispettare i vincoli del patto.
Siamo al cospetto di un evidente meccanismo schizofrenico, di cui non riusciamo a comprendere le ragioni, e che va a danneggiare non solo il territorio montano, ma l’intero Paese.
Ci chiediamo che senso abbia voler creare l’Italia di serie A e di serie B e soprattutto quale sia la logica di uno Stato che con una mano concede i fondi e impone le scadenze e con l’altra impedisce la realizzazione degli obblighi da esso disposti
”.

Delle due l’una - ha ribadito l’On. Olivieri alla Camera - o il Governo non aveva coscienza di ciò che stava facendo, oppure l’esclusione delle Comunità montane con popolazione superiore a 50 mila abitanti non ha ragione di esistere”.

E per supportare concretamente quest’affermazione, fa i conti: far rientrare le 35 Comunità montane che rimangono ancora assoggettate ai vincoli dei Patto di stabilità sarebbe costato allo Stato appena 4 milioni di euro.

Tra l’altro - ha detto ancora Olivieri - una di queste Comunità montane è coinvolta nel progetto delle Olimpiadi 2006.
Quindi non accogliere questo e i successivi emendamenti che si pongono tale obiettivo significa da un lato perpetrare un torto, e dall’altro non essere in grado di rispondere con razionalità ed intelligenza ad un problema reale
”.
Vi è una chiusura preconcetta e ingiustificata - ha concluso l’Onorevole - dal punto di vista dell’onere finanziario, di appena quattro milioni di euro, nei confronti delle Comunità montane.
Questa maggioranza e questo Governo non ritengono, evidentemente, che le Comunità montane possano essere punto di riferimento per una politica più efficiente ed efficace sul territorio.
Appare paradossale la diversità di atteggiamento che passa tra i convegni su questo tema, ricchi di propositi di impegno e strategie di valorizzazione, e quello che invece accade poi nel merito
”.






Rassegna Stampa


Articoli

  • Italia Oggi: Comunità Montane, sorriso a metà. Fuori dal Patto di Stabilità solo gli Enti fino a 50.000 abitanti
  • La Gazzetta del Sud: La Camera ha bocciato gli emendamenti al decreto che avrebbero permesso il loro esonero dal Patto di Stabilità Enti Montani, lo schiaffo del Parlamento
  • Luna Nuova: Patto di Stabilità
  • La Stampa: Patto di Stabilità, continua a dividere
  • La Stampa: Patto di Stabilità e Comunità Montane
  • Luna Nuova: Il Senato approva: esclusi dal Patto di Stabilità i Comuni fino a 5.000 abitanti
  • Luna Nuova: Comunità e Olimpiadi
  • Il Domani: Questa normativa è un Paradosso, Marchi contro l’inclusione nel Patto di Stabilità
  • Torino Cronaca: Salve le Comunità Montane olimpiche
  • L’Eco di Chisone: Comunità Montane “Saremo disubbidienti”
  • Gazzetta d’Alba: Anche le Comunità Montane escluse dal Patto di Stabilità
  • La Fedeltà: Le Comunità Montane fuori dal Patto di Stabilità
  • Luna Nuova: Comunità Montane fuori dal Patto







Comunicati Stampa







25 Maggio 2005

Fuori dal Patto di Stabilità le Comunità Montane sotto i 50.000 abitanti

UNCEM: “Vittoria mutilata, ma è un buon risultato

L’Aula del Senato ha approvato, durante la seduta del 10 maggio scorso, l’emendamento che esclude dai vincoli del Patto di Stabilità le Comunità Montane sotto i 50.000 abitanti.
Una soluzione di compromesso, che non soddisfa le pressanti richieste dell’Uncem ma di fatto, esclude la quasi totalità delle Comunità Montane dal Patto di Stabilità: 321 su 356.

Si tratta di una vittoria mutilata - commenta il Presidente dell’Uncem Enrico Borghi - ma in ogni caso di un buon risultato, che fa giustizia d’un provvedimento che stava creando danni in ogni parte del territorio montano nazionale.
Nell’esprimere il ringraziamento dell’Uncem al Parlamento e al sottosegretario D’Alì, assicuriamo il nostro impegno per far si che dalla prossima Finanziaria anche le 35 Comunità Montane rimanenti possano essere considerate in maniera analoga alle altre
”.

Con questa misura, si sbloccheranno sull’intero territorio nazionale numerosi investimenti pubblici bloccati dalle norme del Patto di Stabilità, ad iniziare dalle valli olimpiche.






20 Maggio 2005

Decreto Legge 44 su Finanza Locale: ripresentati gli Emendamenti UNCEM

Gli emendamenti già proposti dall’Uncem e relativi alla richiesta di esclusione di tutte le Comunità montane dai vincoli del Patto di stabilità, all’eliminazione del riferimento temporale del 2005, all’esclusione delle Comunità montane che partecipano allo svolgimento dei “Giochi Olimpici Invernali Torino 2006” e in ogni caso della Comunità montana Bassa Valle Susa e Val Cenischia, sono stati ripresentati anche alla Camera, in Commissione Bilancio, a firma di diversi onorevoli tra cui Olivieri, Morgando, Lusetti, Alfano, Stradiotto, ma non risultano al momento accolti.
Approvato invece l’emendamento che ridefinisce la copertura di spesa necessaria all’attuazione dell’art. 1/ter comma 1, che prevede l’esclusione dal Patto di Stabilità dei piccoli Comuni, delle Unioni e delle Comunità montane fino a 50 mila abitanti, e pari a 111 milioni di euro per l’anno 2005.
Tra gli altri emendamenti presentati, ma ugualmente non approvati, segnaliamo quello a firma dell’On. Rossi che chiede di elevare da 50.000 a 70.000 il tetto demografico delle Comunità montane per l’esclusione dai vincoli del Patto di stabilità. Il testo del decreto legge approderà in Assemblea da lunedì prossimo.






9 Maggio 2005

Patto di stabilità: via i piccoli comuni, restano le Comunità montane.
Borghi “Si fanno figli e figliastri. L’Aula intervenga

Una decisione paradossale, quella della Commissione Affari Costituzionali del Senato in merito al decreto legge 31 marzo 2005 n. 44, recante “Disposizioni urgenti in materia di enti locali”: escludere dal Patto di stabilità interno tutti i Comuni dai 3000 ai 5000 abitanti e tutte le Unioni di Comuni dalle norme restrittive del patto di stabilità interno ma contemporaneamente non estendere tale facoltà alle Comunità montane.

Come prevedibile, la schizofrenica decisione ha provocato la dura reazione del Presidente dell’Uncem Enrico Borghi, che ha scritto in merito ai Senatori La Loggia, Vegas e D’Alì e ai Capigruppo al Senato, e ha rilasciato dichiarazioni e comunicati stampa che hanno sollevato la questione e catalizzato l’attenzione sul provvedimento.

"Non si riesce a capire la ratio - commenta il Presidente dell’Uncem, Enrico Borghi - se non quella di voler creare figli e figliastri.
Siamo ovviamente soddisfatti dell’accoglimento della nostra proposta per l’esclusione dei Comuni da 3000 a 5000 abitanti, ma non capiamo perché le Unioni di Comuni siano state salvate mentre per le Comunità montane continuano a permanere norme particolarmente restrittive e penalizzanti.
Oltre a noi, anche le comunità isolane sono state mantenute in modo del tutto incomprensibile all'interno dei vincoli del patto di stabilità interno: ci chiediamo che senso abbia voler creare l’Italia di serie A e di serie B, soprattutto quando si vara un ministero dedicato alla coesione territoriale che se non vuole limitarsi ad essere sterile declamazione deve essere concretizzata nelle azioni politiche quotidiane
".
"Continueremo la nostra battaglia in aula - ha aggiunto Borghi - chiedendo ai senatori di ripresentare gli emendamenti a sostegno delle Comunità montane. Facciamo appello al Governo, al relatore e alle forze politiche affinché l’Aula del Senato, nel convertire definitivamente in legge il decreto, modifichi questa situazione assurda e vessatoria, che rischia di bloccare importanti opere sull’intero territorio nazionale ".

Ma non tutto sembra perduto.
Dal relatore del decreto legge Luciano Falcier arriva infatti la notizia secondo cui l’Aula del Senato, nel voto finale di martedì 10 maggio, andrebbe a votare un emendamento volto ad escludere dal Patto le Comunità montane (e isolane) sotto i Cinquantamila abitanti.

Basta poco all’Uncem per tradurre in numero di Comunità montane che verrebbero perciò escluse dai vincoli del Patto: 317 su 356 in totale. Solo 39 rimarrebbero pertanto assoggettate al Patto di stabilità interno.

Secondo quanto riferito alla stampa dallo stesso Falcier, l’emendamento era stato già presentato dal relatore, registrando l’OK del sottosegretario all’Economia Armosino e del sottosegretario agli Interni D’Alì, ma mancava della relazione tecnica, che dovrebbe arrivare in tempo per il voto finale di martedì 10 maggio.






5 Maggio 2005

Comunità Montane coinvolte nei Giochi Olimpici costrette a non applicare il Patto

“È l’unico modo per completare le opere per i prossimi Giochi Olimpici invernali”

La paradossale decisione della Commissione Affari Costituzionali del Senato di escludere dalle norme restrittive del patto di stabilità interno i Comuni dai 3000 ai 5000 abitanti e le Unioni di Comuni ma non le Comunità montane, registra le prime, gravi, reazioni di protesta dal territorio.

E in particolare, come prevedibile, da quei territori coinvolti negli interventi di investimento connessi alle opere per lo svolgimento dei “Giochi Olimpici Invernali Torino 2006” e da concludersi, per legge, entro dicembre 2005.

Siamo felici che i Comuni dai 3000 ai 5000 abitanti siano stati esclusi dai vincoli del Patto, ma è assurda la logica che vuole fuori le Unioni di Comuni ma non le Comunità montane”.

Così il Presidente della Comunità montana Valli Chisone e Germanasca (TO), una delle valli del Pinerolese coinvolte nell’organizzazione di Torino 2006.
Della Comunità montana fanno infatti parte sia il Comune di Pragelato, che sarà sito di ben 14 delle gare olimpiche, che il Comune di Prali, dove si svolgeranno gli allenamenti.

In quanto Comunità montana olimpica - spiega il Presidente della Comunità montana Roberto Prinzio - ci troviamo a dover completare le opere, obbligatoriamente entro il 15 dicembre prossimo, per quasi 7 milioni di euro, mentre la nostra capacità di spesa non supera i 4 milioni e 300 mila euro.
Delle due l’una.
Lo Stato soffre evidentemente di una forma di amnesia secondo la quale la mano destra non sa cosa fa quella sinistra.
Abbiamo un importo a residuo di sedici milioni di euro, di cui circa 7 milioni per le opere olimpiche, ma non possiamo disporne.
Sarò pertanto costretto, nella seduta di Consiglio di Comunità montana del prossimo lunedì, a proporre una delibera con la quale si deciderà di non applicare il patto di stabilità.
È una decisione grave, ma che affronteremo con responsabilità e con la certezza dei problemi di gestione che il prossimo anno dovremo affrontare.
Ci auguriamo che il Governo e il Parlamento accolgano il nostro appello e intervengano a sanare una situazione paradossale e dannosa per l’intero Paese
”.






3 Maggio 2005

Paradosso al Senato: via i piccoli Comuni dal Patto di Stabilità, restano le Comunità Montane

UNCEM: “fanno figli e figliastriI, l’aula provveda”

Paradossale conclusione della discussione alla Commissione Affari Costituzionali sul decreto per gli enti locali: nel pomeriggio di oggi la Commissione ha deciso di escludere tutti i comuni dai 3000 ai 5000 abitanti e tutte le Unioni di Comuni dalle norme restrittive del patto di stabilità interno.
Ma contemporaneamente non ha esteso tale facoltà alle Comunità Montane, che restano così ancora all’interno del Patto di Stabilità.
Con un secondo emendamento approvato si escluderanno inoltre dal patto di stabilità interno le spese per funzioni trasferite o delegate dalle Regioni agli enti locali a partire dal 1 gennaio 2004.

La schizofrenica decisione ha provocato la reazione dell’Uncem, che da tempo sostiene la necessità di escludere sia i piccoli comuni sia le comunità montane dal Patto.

"Non si riesce a capire la ratio di tale provvedimento - commenta il Presidente dell’Uncem, Enrico Borghi - se non quella di voler creare figli e figliastri.
Siamo ovviamente soddisfatti dell’accoglimento della nostra proposta per l’esclusione dei Comuni da 3000 a 5000 abitanti, ma non capiamo perché le Unioni di Comuni siano state salvate mentre per le Comunità Montane continuano a permanere norme particolarmente restrittive e penalizzanti.
Oltre a noi, anche le comunità isolane sono state mantenute in modo del tutto incomprensibile all'interno dei vincoli del patto di stabilità interno: ci chiediamo che senso abbia voler creare l’Italia di serie A e di serie B, soprattutto quando si vara un ministero dedicato alla coesione territoriale che se non vuole limitarsi ad essere sterile declamazione deve essere concretizzata nelle azioni politiche quotidiane
".

A tale proposito il Presidente Borghi ha già inviato una nota scritta di protesta al Sottosegretario all’Economia, sen. Vegas, e al Sottosegretario agli Interni, sen. D’Alì, chiedendo che il governo si attivi in merito.

"Continueremo la nostra battaglia in aula - conclude Borghi - chiedendo ai senatori di ripresentare gli emendamenti a sostegno delle Comunità Montane.
Facciamo appello al governo, al relatore e alle forze politiche affinché l’ aula del Senato, nel convertire definitivamente in legge il decreto, modifichi questa situazione assurda e vessatoria, che rischia di bloccare importanti opere sull’intero territorio nazionale
".






7 Aprile 2005

L’UNCEM registra la disponibilità del Sottosegretario Letta ad escludere dal Patto di Stabilità interno le Comunità, Montane delle Valli Olimpiche

L’Uncem continua a sottoporre al Governo l’ormai urgente questione dell’esclusione dal Patto di stabilità interno delle Comunità montane che partecipano alla realizzazione degli interventi di investimento connessi alle opere per lo svolgimento dei “Giochi Olimpici Invernali Torino 2006”, da concludersi per legge entro dicembre 2005, proponendo l’accoglimento di un apposito emendamento all’interno del decreto legge n. 44-2005 recante “disposizioni urgenti in materia di enti locali”, attualmente all'esame della Commissione Affari Costituzionali del Senato.

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, interpellato questa mattina dal Presidente dell’Uncem Enrico Borghi, ha manifestato la propria disponibilità a sostenere la richiesta intervenendo a sostegno dell’Unione.

“E’ ormai indispensabile - ha affermato Borghi - un provvedimento che consenta alle Comunità montane coinvolte nell’organizzazione dei giochi olimpici invernali Torino 2006 di poter realizzare le opere previste.
Siamo nel paradosso dello Stato che con una mano concede i fondi e impone le scadenze e con l’altra impedisce la realizzazione degli obblighi da esso disposti.
Ci auguriamo che la disponibilità manifestata dal sottosegretario Letta possa tradursi al più presto in un impegno concreto”.






23 Marzo 2005

Competitività: L’UNCEM chiede l’esclusione dal Patto di Stabilità delle Comunità Montane coinvolte nelle Olimpiadi invernali del 2006

Nonostante la Conferenza Unificata convocata per questo pomeriggio sia stata annullata, l’Uncem ha colto comunque l’occasione della presenza del Ministro per gli Affari Regionali con delega alla montagna Enrico La Loggia e del Sottosegretario all’Economia Vegas, per sottoporre ancora una volta al Governo la richiesta di escludere dal Patto di stabilità interno le Comunità montane che partecipano alla realizzazione degli interventi di investimento connessi alle opere per lo svolgimento dei “Giochi Olimpici Invernali Torino 2006”, da concludersi, secondo il Dpcm del 15 settembre 2003, entro dicembre 2005.

Risulta del tutto evidente la necessità che questi soggetti, chiamati a investimenti importanti, la mancata realizzazione dei quali danneggerebbe non solo l’area nella quale si svolgeranno le prossime Olimpiadi invernali, ma l’immagine stessa del nostro Paese, non vengano gravati da ulteriori vincoli di bilancio.






11 Marzo 2005

Patto di Stabilità: L’UNCEM chiede di riportare il dibattito nelle sedi istituzionali e di escludere Comunità Montane e piccoli Comuni sotto i 5.000 abitanti

Prima un’indicazione di metodo: riportare il dibattito sul patto di stabilità all’interno delle sedi istituzionalmente preposte alla discussione e alla concertazione.
Poi una di merito: escludere le Comunità montane, e non solo quelle con meno di 10 mila abitanti, e innalzare il tetto dei piccoli Comuni che non vengono assoggettati ai vincoli del patto di stabilità da 3 mila a 5 mila abitanti.

Lo chiede l’Uncem – Unione Nazionale Comuni e Comunità Montane, a fronte della disponibilità del Sottosegretario Vegas a rivedere i numeri delle categorie escluse dal patto.

L’inclusione nel Patto delle Comunità montane con oltre 10 mila abitanti è paradossale e contraddittoria - afferma il Presidente dell’Uncem Enrico Borghi -.
Da un lato, nonostante le aperture fatte in più occasioni e da autorevoli esponenti del Governo, non si considera la fuoriuscita delle Comunità montane dalla finanza derivata, e dall’altro le si inseriscono nel Patto di stabilità.
Delle due l’una: o le si dota di autonomia finanziaria, e in tal caso appare coerente l’inserimento nel Patto, o le si mantiene a finanza derivata, e in questa seconda ipotesi appare paradossale il loro ingresso in un regime di rispetto dei conti che è in capo a chi possiede discrezionalità di manovra e potestà decisoria in merito alla modalità di reperimento delle risorse pubbliche
”.

Anche alla luce delle consistenti problematiche che stiamo registrando sul territorio e dei segnali gravi che stanno bloccando investimenti essenziali sul territorio (pensiamo solo alle opere nelle valli olimpiche), chiediamo con forza che il dibattito torni nei luoghi deputati alla concertazione e alla discussione di provvedimenti che, come in questo caso, rischiano di intaccare in maniera grave i già magri bilanci delle municipalità più deboli e ribadiamo la necessità che il Governo dia seguito nelle sedi istituzionali agli impegni finora esclusivamente verbali”.

  
 

© Copyright 2009 Enrico Borghi