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E’ dura vincere la guerra e poi perdere la pace”.
Sono le dure parole con le quali Marco Zacchera, deputato di An ben conosciuto da noi ossolani e verbanesi, stende quasi un epitaffio della destra di governo.
Piegata - a suo dire - dalle leggi salva imputati, dai condoni e dai tagli fiscali e ormai protesa a “
difendere piccoli privilegi”.
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Nulla è cambiato - scrive Zacchera riferendosi a “cinquant’anni di traffici e sottogoverno” -
quando è stato il nostro momento ci siamo ficcati nel mezzo come e più degli altri”.
Se lo dice lui!!!
Illuminanti anche le reazioni interne ad An, che lascio alla lettura degli amici (cfr
Corrire della Sera del 14 gennaio 2005) insieme con il testo integrale dell’intervento pubblicato sul
Riformista.
Di tutte, colpisce quella di Ignazio La Russa: “
Le sue critiche non ci impressionano, evidentemente voleva essere al centro dell’attenzione”.
Finalino (mio) quasi scontato: ma se - come va sostenendo il Nostro - nulla è cambiato, o addirittura è peggiorato, le classi dirigenti che hanno causato tutto ciò sono immuni da ogni colpa?
E se dopo dieci anni di governi (regionali e nazionali) della destra gli ex missini certificano di essere peggio della vituperata Dc e della ancor più vilipesa Prima Repubblica, tutto ciò è indenne da conseguenze politiche?
Roma, Lunedì 31 Gennaio 2005