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Abbiamo scosso l'albero, ora vedremo quali frutti cadranno".
Così il Presidente dell'Uncem Enrico Borghi commenta la giornata di mobilitazione unitaria delle autonomie, preceduta dal confronto con il ministro Maroni in Conferenza Stato - Città e conclusa dall'incontro con il Presidente del Senato Schifani e il ministro Tremonti.
"Il Presidente Schifani - ha detto Borghi - si è impegnato a garantire un ampio dibattito senza contingentamento dei tempi della discussione sul comparto enti locali, riconoscendo l'esigenza di ulteriori ritocchi, e questo è un primo risultato della nostra mobilitazione unitaria.
Più articolata la discussione con i ministri Tremonti e Maroni, che porterà nel corso della discussione in Aula all'esame di proposte finalizzate a mantenere inalterati i saldi ma a rivedere i tagli.
In questo senso rilanciamo la nostra proposta della comparteciazione degli enti locali montani al rinnovo delle concessioni idroelettriche, misura che non è a carico della finanza pubblica e che consentirebbe il ritorno sul territorio montano di importanti trasferimenti in grado di compensare i tagli statali. Temi che sottoporremo all'attenzione del presidente Napolitano dopodomani e che verranno ampiamente dibattuti durante il diga day del 26 giugno".
“La gente della montagna - ha detto ancora Borghi - è qui oggi per manifestare insieme a tutto il fronte delle autonomie contro una manovra che mortifica i nostri territori.
Non possiamo assistere in silenzio al saccheggio delle nostre risorse e allo spopolamento degli oltre 4 mila piccoli Comuni montani. Non possiamo vanificare i frutti che decenni di buongoverno degli enti locali hanno prodotto.
Il termine “manovra” è improprio.
In questo testo ci sono solo tagli.
Tagli che sui territori più fragili come i nostri determinano la cessione di servizi essenziali come scuole, ospedali, farmacie, trasporti locali. Manca del tutto una “manovra” strutturale che preveda il coinvolgimento degli enti locali – Comuni e Comunità montane – nei progetti di sviluppo".