Rassegna Stampa

   

   

   

   


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Ultimo aggiornamento: 23-06-2010; 20:41:42.
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       Giovedì, 6 maggio 2010
Unificata: esclusione rappresentante Uncem da Comitato per attuazione Federalismo Fiscale è atto grave che svantaggia Piccoli Comuni montani



“L’esclusione di almeno un rappresentante di un comune montano dal “Comitato di rappresentanti delle autonomie territoriali per l’attuazione del federalismo fiscale” rappresenta una atto scorretto sotto il profilo istituzionale e grave sotto quello politico. I comuni di montagna sono il 52% del territorio nazionale e il 20% della popolazione, e nella cornice del federalismo fiscale si attendono che venga colmato il “differenziale montagna” che esiste strutturalmente nei confronti delle terre alte”. Così il Presidente dell’Uncem Enrico Borghi ha commentato la composizione del Comitato previsto dalla legge delega sul federalismo e che avrà la funzione di assicurare il raccordo della Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale con Regioni, Province e Comuni. “La composizione del Comitato è largamente insufficiente – ha detto Borghi – sotto il profilo della rappresentanza territoriale, e di per sé non garantisce che all’interno di tale organismo potranno essere affrontati e risolti i temi dei nodi strutturali dei comuni montani, che per l’ennesima volta riepiloghiamo a titolo esemplificativo: un’azienda zootecnica di montagna ha strutturalmente un reddito netto inferiore del 25-30% rispetto ad una di pianura; il costo della manutenzione ordinaria della rete stradale di montagna è almeno di tre volte superiore rispetto ad un km di strada di pianura ed è almeno sei volte di più il costo degli interventi di adeguamento della rete stradale di montagna; la sanità di montagna costa il 25-30% in più rispetto alla media pro-capite di una Regione virtuosa; è pari al 35% l’incidenza del fattore della “dispersione insediativi” sul costo dell’assistenza domiciliare garantita dai comuni montani che, a parità di popolazione, ricevono gli stessi fondi della pianura e della città; oscilla tra il 20 e il 30% il maggiore costo chilometrico incontrato da un’azienda di trasporto pubblico extraurbano in una realtà di montagna rispetto a una di pianura.
La montagna subisce da tempo uno “svantaggio normativo”, per certi versi ancor più penalizzante di quello infrastrutturale o demografico. Considerare le zone montane al pari della pianura equivale a danneggiarle.
Silenziarle ed escluderle dai luoghi della discussione e della decisione equivale a colonizzarle
”. “Siamo convinti che il federalismo sia un disegno progettuale che promuove un governo del territorio in ascolto delle comunità locali lontane da provvidenze assistenzialistiche e centrate sulla responsabilità decisionale delle classi dirigenti locali.

Oggi a Roma questo ascolto si interrompe. Non ci rappresentano, non ci possono rappresentare i sindaci delle città metropolitane e dei capoluoghi di provincia che entrano in questa commissione, e che in molti casi oggettivamente sosterranno ragioni e interessi distanti e talvolta configgenti con i nostri territori e con le nostre comunità.

E quando l’ascolto nelle sedi istituzionali si interrompe, si realizza una cesura significativa nel tessuto democratico di un Paese.
Di questo il governo e l’Anci se ne assumano sino in fondo le responsabilità”.

  
 

© Copyright 2010 Enrico Borghi