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Uncem: primo Consiglio Nazionale dopo Congresso Trento.
Nuovi Organi e nuove prospettive di sviluppo per le aree montane
Si è riunito questa mattina a Roma il primo Consiglio nazionale dell’Uncem uscita dal congresso trentino dello scorso febbraio.
L’assise nazionale ha convalidato i consiglieri eletti dai congressi regionali e da quello nazionale, la giunta proposta dall’ufficio di presidenza – ridotta nel numero rispetto a quella precedente – e ha provveduto ad eleggere il collegio dei revisori dei conti.
Organi più snelli, quindi, rappresentanti della geografia dei territori montani e degli equilibri politici nazionali, a cui già da oggi il nuovo ufficio di presidenza ha impresso la linea: un’azione forte, condotta in sinergia con le delegazioni regionali Uncem, per il riconoscimento al territorio del ruolo di depositario di risorse strategiche per l’economia del paese – prime tra tutte l’acqua – e della conseguente titolarità delle funzioni amministrative, nel rispetto dell’autonomia regionale; concertazione delle politiche a sostegno dei territori montani con le regioni e con le altre associazioni che operano sul territorio, rinsaldando i rapporti anche con le istituzioni centrali.
Entrano a far parte della giunta nazionale: Andrea Cirillo (PDL - Campania) vicepresidente vicario, Ugo Parolo (LN - Lombardia) vicepresidente, Oreste Giurlani (PD - Toscana) vicepresidente, Lido Riba (PD – Piemonte), Pierluigi Mottinelli (PD – Lombardia), Marino Simoni (UPT – Trentino Alto Adige), Maria Assunta Paci (PD – Marche), Vincenzo Luciano (PD – Campania), Bruno Bettinsoli (PDL – Lombardia), Pierluigi Svaluto Ferro (PDL – Veneto), Galdino Zanchetta (PDL – Veneto), Sebastiano Massa (UDC – Piemonte).
“L’Uncem che esce da questo Consiglio nazionale – ha detto il Presidente Enrico Borghi – è specchio della nuova linea politica che abbiamo lanciato dal palco di Trento: istituzioni leggere, che siano davvero espressione del territorio, protagonismo delle comunità locali, rapporti sempre più consolidati con le Regioni.
Le sfide che abbiamo di fronte partono dalle risorse di cui il territorio è depositario e di cui deve diventare amministratore.
Ma perchè questo meccanismo si consolidi è necessario agire in maniera unitaria e in stretta condivisione con le autonomie regionali.
L’Uncem che il Consiglio nazionale di oggi ha validato è una squadra capace e pronta ad agire per mettere in atto azioni concrete tese allo sviluppo delle economie dei territori montani e ad un protagonismo sempre maggiore delle comunità e dell’imprenditoria locale.
Acqua. Energia, Welfare, Forestazione, Riassetto idrogeologico sono i cardini della nuova politica montana che l’Uncem si avvia a promuovere e su cui il Consiglio Nazionale articolerà il proprio lavoro”.
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