
Il Piemonte deve guardare alle sue Terre Alte e puntare tutto sui giovani.
Lo ha detto la Presidente Candidata 2010 Mercedes Bresso nel corso di un incontro tenutosi ieri pomeriggio a Pinerolo.
Un convegno intitolato "Cinque anni di Politiche per la Montagna" in cui la Presidente della Regione Piemonte ha dialogato con Enrico Borghi, presidente nazionale dell'Uncem, oltre che con gli amministratori del territorio.
La Presidente Candidata 2010 Mercedes Bresso - è stato ricordato nel corso dei lavori - ha il merito di essersi opposta strenuamente allo straordinario attacco messo in atto negli ultimi anni nei confronti delle autonomie locali, ribadendo più volte il "no" al "federalismo per abbandono".
"Nelle nostre montagne - ha detto Bresso - ci sono delle straordinarie opportunità, soprattutto nei campi collegati alla green economy.
E mentre il Governo tagliava il fondo per la Montagna, la Giunta regionale ha lavorato in questi cinque anni per far crescere la popolazione e garantire il governo dei territori".
"La nostra Regione è da sempre all'avanguardia - ha concluso la Presidente Candidata 2010 Mercedes Bresso - Il Piemonte uscirà dalla crisi completamente trasformato, ma con i piedi ben saldi nelle proprie radici".
Nel suo intervento, Borghi - parlando come membro della direzione nazionale del Partito Democratico - ha sottolineato l'incongruenza di un federalismo "declamato a parole" e di un centralismo "praticato nei fatti" nei confronti degli enti locali, ricordando i provvedimenti della recente legge finanziaria: azzeramento del fondo ordinario delle comunità montane, taglio al fondo ordinario dei comuni, taglio al fondo sociale, addirittura riduzione degli spazi democratici attraverso la riduzione dei consiglieri comunali dei piccoli comuni e dall'altro lato gli stanziamenti straordinari per Roma (500 milioni), per Catania (160 milioni) per i rifiuti di Palermo (100 milioni) per il ponte di Messina (420 milioni).
"Un meccanismo - ha concluso Borghi - che ha penalizzato i virtuosi e premia i furbi e gli amici, che nulla ha a che vedere col federalismo e che molto ricorda gli anni più bui del centralismo romano che a parole si dice si voler combattere e nei fatti si ritorna a praticare".