Rassegna Stampa

   

   

   

   


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Ultimo aggiornamento: 23-08-2009; 9:28:27.
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       Mercoledì, 1 luglio 2009
Borghi (Uncem) a Tondo: sorpresi dall'enfasi centralista
no a commissariamento Comunità montane, rivedere funzioni e competenze


"Mi sorprendo dell'enfasi positiva attribuita ai concetti di centralismo ed antifederalismo da parte del presidente di una regione a statuto speciale".
Così il Presidente dell'Uncem Enrico Borghi replica alle dichiarazioni rese dal Presidente della regione Friuli Venezia Giulia sul commissariamento delle Comunità montane attraverso tecnici che seguano i disegni strategici della regione.

"Non riteniamo - aggiunge Borghi - che la soluzione del commissariamento sia adeguata ad una migliore performance di questi enti sul territorio, che pure vengono ritenuti necessari dallo stesso presidente Tondo.
Piuttosto, invitiamo il presidente a guardare a quanto l'Uncem sta proponendo per trasformare le Comunità montane da enti distributori di risorse pubbliche in Agenzie di sviluppo che creano lavoro, promuovono innovazione, imprenditorialità e crescita degli investimenti nel settore della green economy.

Serve uno sviluppo che parta dal basso, e non distributori burocratici di finanze centraliste. Solo così la montagna può crescere, come accaduto in Carnia, in provincia di Udine, dove la Comunità montana, grazie al lavoro congiunto di tutti i comuni associati, ha realizzato investimenti per 25 milioni di euro in impianti idroelettrici, biomasse e solari senza un euro di prelievo fiscale.
In ogni caso, le Comunità montane sono esponenziali dei Comuni, pertanto ogni decisione sulla governance deve partire dai livelli comunali e investire un soggetto che abbia ricevuto un mandato effettivo democratico
".

"Invece che sciogliere, abolire o commissariare le Comunità montane - ha detto il Presidente dell'Uncem Friuli Venezia Giulia Giuseppe Marinig - suggeriamo al presidente Tondo di rivedere il loro ruolo, le loro competenze e le loro funzioni in relazione a quelle degli altri enti locali.
E' necessario un ampio processo di riforma dell'intero Sistema delle Autonomie locali, all'interno del quale possa essere valorizzata la natura delle Comunità montane.
Ricordo inoltre che se la sentenza della Corte Costituzionale n. 229/2001 ha riconosciuto alla Regione autonomia legislativa in materia, ha altresì affermato il diritto dei Comuni interessati ad una effettiva partecipazione al processo di riforma ed eventualmente di gestione provvisoria
".

  
 

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