Il serrato confronto tra governo e autonomie locali sul "regolamento Gelmini" si è concluso ieri sera - nel corso di una complessa seduta della Conferenza Unificata - con l'accordo su un testo che lascia ancora in sospeso questioni nodali e sul quale l'Uncem chiede chiarezza per le scuole ubicate in montagna.
Il tema del dimensionamento viene infatti rimandato all'intesa istituzionale da validare in Conferenza Unificata entro il prossimo 15 giugno.
vAccordo, questo, raggiunto dopo una complessa mediazione che ha registrato il rifiuto, da parte delle autonomie, della proposta avanzata dal Governo di chiudere almeno il 50% dei plessi sottodimensionati entro l'anno scolastico 2011/2012 per conseguire gli obiettivi di risparmio della spesa fissati dalla legge 6 agosto 2008 n. 133 e che ammonta a 85 milioni di euro.
Secondo i dati forniti dal Ministero dell'Istruzione, infatti, ci sarebbero in Italia 6600 scuole "sottodimensionate", di cui 2960 scuole dell'infanzia, 2478 scuole primarie, 745 media e 477 superiori.
Si entra così nella seconda fase del negoziato, che dovrà trovare d'accordo governo, regioni e autonomie sulle modalità con cui conseguire il risparmio senza colpire il diritto allo studio e la qualità della istruzione.
"Oggi la situazione almeno è più chiara - commenta il presidente dell'Uncem Enrico Borghi - perchè il governo ci ha confermato che è nelle sue intenzioni chiudere circa 3300 plessi scolastici entro il 2012.
Quello che non ci è chiaro è come siano stati calcolati questi plessi, dove siano, se nel calcolo si sono tenute in considerazione le attuali deroghe per le zone montane oppure no.
Inoltre, chiediamo che si rifacciano i conti, perchè da alcune situazioni, che non sono state contemplate - tra le quali le dirigenze improprie in aree non montane - potrebbero scaturire le risorse per evitare la chiusura dei plessi.
Noi non avremmo mai accettato a scatola chiusa la chiusura di almeno il 50% delle cosiddette scuole sottodimensionate, perché riteniamo si possano comporre le ragioni di bilancio con quelle del mantenimento dei plessi, dando spazio alla sussidiarietà.
In ogni caso, la stesura finale del testo consente da ora un lavoro di maggiore approfondimento che compiremo insieme con le Regioni per evitare lo smantellamento dei presidi scolastici in molte aree montane".