Vorrei salutare gli amici che, terminata la pausa feriale, tornano a visitare il sito.
Spero che ognuno di voi abbia trascorso un agosto di meritato e sereno riposo.
Personalmente l’ho concluso con la partecipazione ad un’iniziativa molto interessante e stimolante, dal titolo emblematico. “VeDrò”.
Si è trattato di un brainstorming generazionale (il “Corriere della Sera” lo ha definito “la Cernobbio degli under 40”) che sotto la regia di Enrico Letta ha chiamato a raccolta quasi trecento stakeholders da tutta Italia accomunati da due caratteristiche: essere tutti della “Goldrake generation” (ovvero a cavallo dei 40 anni) e possedere la voglia di costruire il futuro.
E’ stato un esperimento molto positivo sia per il metodo (zero formalismi, confronti all’americana, linguaggio snello e non paludato) sia per il merito (contributi di alto profilo, senso della prospettiva, chiara indicazione dei percorsi).
Riassumo le dieci parole chiave dell’iniziativa: mobilità, creatività, mercato, tolleranza, intraprendenza, diversità, etica intergenerazionale, opportunità, sostenibilità, orizzontabilità.
Per noi di “VeDrò” i tesori nascosti dell’Italia sono: la “generazione Erasmus” (cioè noi stessi), gli italiani che lavorano all’estero, le donne, gli immigrati, la nostra posizione al centro del Mediterraneo (che ci fa ponte ideale tra nord e sud ma anche tra occidente e oriente).
E quindi le nostre visioni sono chiare:
- *) un’Italia capace di trovare una vocazione nella nuova distribuzione internazionale delle produzioni e delle competenze, recuperando fiducia nella leadership politica delle sue istituzioni, nelle capacità dei suoi imprenditori e nella qualità del lavoro, nella forza creativa dei suoi giovani
- *) un’economia nella quale il gap tra le differenti aree del Paese sia un caso del presente e non più una condanna della storia, e la produzione di valore aggiunto sia considerata un’attività da promuovere e non da ostacolare
- *) una società in cui il merito venga valutato più delle rendite di posizione, le donne possano essere nella condizione di scegliere liberamente il mix tra un’attività lavorativa equivalente a quella di un uomo e l’attività familiare, i giovani siano spinti ad assumersi più rischi, avendo a disposizione più opportunità di conoscenza e mobilità.
- *) una cultura più aperta all’incontro con gli altri, allo scambio tra chi parte da posizioni diverse per tagliare tutti insieme un traguardo più lontano
- *) la frontiera dell’Europa come l’unico soggetto politico capace di trasferire i valori e le identità degli europei sullo scenario internazionale.
- Un’Europa dei cittadini, della democrazia, della politica nella quale i governanti e la società civile dei Paesi membri - e in particolare dei fondatori - tornino a crederci davvero e a investirci.
- E un’Italia che sia nuovamente in prima linea in questo processo, facendo dell’Europa un’area leader non solo per benessere e ricchezza culturale e sociale, ma anche per dinamismo e modernità, per reddito e conoscenza.
La “Goldrake generation” di Vedrò si è posta quindi un obiettivo estremamente ambizioso: essere la prima generazione nella storia dell’Italia repubblicana che sceglie coscientemente di non scaricare sulla generazione successiva (cioè sui propri figli) il costo delle proprie scelte (o se preferite delle proprie non scelte).
A causa di questo malvezzo (che impera ormai da 40 anni) ci ritroviamo oggi con un debito pubblico alle stelle, con una credibilità internazionale bassissima e con un paese dalle batterie scariche, esausto e che fatica a darsi una prospettiva di futuro.
A Drò, nella centrale elettrica parzialmente dismessa vicino a Riva del Garda dove ci siamo riuniti, abbiamo provato a produrre la scintilla per dare energia al Paese.
Speriamo di esserci riusciti.