Dopo una settimana dovuta ad una indisposizione torno a farmi sentire, e lo faccio da Cuzco, l'antica capitale Inca del Peru' dove mi trovo per partecipare ai lavori della secondo vertice dell'Alleanza Mondiale della Montagna.
Rimando al rientro una dettagliata illustrazione del lavoro, che si sta snodando positivamente se si considera la complessita' di un contesto nel quale operano governi nazionali, enti locali, organizzazioni non governative, istituti scientifici e il rischio della Babele di linguaggi e' sempre dietro l'angolo.
Di positivo per ora c'e' l'impegno della Svizzera e dell'Italia a proseguire nel loro finanziamento al segretariato permanente presso la Fao, condizione essenziale per avere un "server" in grado di tenere sempre in connessione cosi' tanti attori sparsi sui cinque continenti.
Come Italia penso stiamo facendo bella figura: finanziamo la partnership, e la Fao ha proposto ufficialmente la legislazione italiana per la montagna e l'esperienza delle Comunita' Montane come esempio di "buona pratica" per la gestione delle risorse dei territori montani.
Ora stiamo lavorando al documento finale del "summit", e quindi e' l'ora del cesello...
Qualche sensazione ambientale: la citta' di Cuzco e' un'autentico scrigno di storia e cultura, e cio' che ti colpisce sono l'ordine e la pulizia ovunque, segno evidente di una civilta' e di una dignita' di un popolo che pur povero si sente comunque -e a giusta ragione- depositario di una storia millenaria.
Stamane alle 7 con Roberto De Martin ho partecipato ad una funzione religiosa in un convento di suore di clausura: e' stato un momento molto intenso.
Ieri sera la cattedrale della "plaza de armas" e la chiesa dei gesuiti brulicavano letteralmente di gente per il rosario e la messa vespertina: sembrava di rivedere le foto dell'Italia di cinquanta anni fa.