Rassegna Stampa

   

   

   

   


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Ultimo aggiornamento: 28-01-2009; 12:03:04.
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       Venerdì, 22 ottobre 2004

CON ENRICO LETTA IL RIFORMISMO CATTOLICO RESTA NEL MIRINO



La notizia che Enrico Letta avrebbe dovuto essere il "successore" di Marco Biagi nella lugubre classifica brigatista ha fatto il giro d'Italia, lasciando in chi conosce la serietà e il rigore di Enrico un terribile retrogusto.
Viene da chiedersi se questo Paese riuscirà mai a scrollarsi di dosso questa sindrome da guelfi e ghibellini, per la quale chi lavora per costruire, per cucire, per riflettere e rifiuta in politica la categoria del tifoso o dell'ideologizzato debba essere sempre messo al centro del mirino, e putroppo non solo metaforicamente.
E' già accaduto nel passato, e c'è una lunga scia sanguinosa che lega figure emblematiche del riformismo cattolico, da Aldo Moro a Vittorio Bachelet, da Roberto Ruffilli a Marco Biagi.
Tutti "colpevoli" di una folle "giustizia proletaria" evidentemente spaventata da un riformismo che non si piega all'ideologismo e da un cattolicesimo politico che non si ghettizza nel clericalismo e nell'integralismo.
Abbiamo sperato in tanti che il tragico filo si fosse spezzato.
Qualcuno ha cercato (o sta cercando?) di riannodarlo, tentando di "bruciare" in questa perversa spirale una delle più brillanti e promettenti speranze della politica italiana.
Non ce l'hanno fatta in passato.
Non ce la faranno in futuro.
Coraggio Enrico, siamo tutti con te!
  
 

© Copyright 2009 Enrico Borghi