Rassegna Stampa

   

   

   

   


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Ultimo aggiornamento: 28-01-2009; 12:01:29.
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       Mercoledì, 23 febbraio 2005
Rischio riduzione Fondi U.E.: l’UNCEM si attiva al Comitato delle Regioni



Il presidente dell'Uncem, Enrico Borghi, ha avuto stamane a Bruxelles, presso la sede del Parlamento Europeo, un incontro con l'ambasciatore italiano presso l'Unione Europea, Rocco Cangelosi, nel corso del quale sono stati messi a fuoco i temi delle prospettive finanziarie della UE.

Nel corso dell'incontro, al quale hanno partecipato anche il capo della delegazione italiana al Comitato delle Regioni Isidoro Gottardo e il presidente della provincia di Siracusa Bruno Marziano, il presidente Borghi ha rilanciato la necessità che nel negoziato in corso sul futuro delle politiche di coesione l'Italia non arretri sulle posizioni di altri paesi che chiedono di ridurre il contributo all'UE, rinazionalizzando con ciò le politiche di coesione e tagliando drasticamente le risorse finanziarie per i fondi strutturali del periodo 2007-2013.

Il tema era stato anche al centro del recente congresso dell'Uncem, sollevato in particolare da un intervento del responsabile economico della Margherita, On. Enrico Letta, che aveva posto l'attenzione sulla necessità che l'Italia chieda che il contributo dei singoli paesi alle politiche di coesione sia pari all'1,24% del reddito nazionale comunitario, contro le ipotesi avanzate da altri grandi Stati (Germania, Francia, Gran Bretagna, Svezia, Olanda e Austria) che vorrebbero attestare il contributo all'1% del reddito nazionale comunitario. Una misura che significherebbe un drastico taglio delle risorse per il Mezzogiorno (le prime stime parlano per l'Italia di un taglio di 20 miliardi di euro) e la scomparsa pressochè scontata dell'obiettivo 2.

Nel corso dell'intervento, il presidente Borghi ha anche fatto presente che le proposte di regolamento sui fondi strutturali 2007-2013 andrebbero emendate con l'introduzione esplicita e meno timida delle politiche di sviluppo locale centrate sull'integrazione e la coesione territoriale.

"Sarebbe una beffa - commenta Borghi - scoprire di aver fatto una grande battaglia per inserire la coesione territoriale e i principi di specificità delle aree montane nella Costituzione Europea e poi ritrovarsi con un pugno di mosche in mano al momento della suddivisione delle risorse".

L'ambasciatore Cangelosi ha condiviso le osservazioni avanzate, sottolineando come il governo e il ministro La Loggia in particolare abbiano dato un indirizzo preciso di menzione delle aree montane nel quadro del negoziato, e si è impegnato a tener conto delle istanze degli enti locali nel quadro di una trattativa diplomatica che si annuncia piuttosto complessa.

Sul tema è anche annunciato uno specifico parere nell'ambito del Comitato delle Regioni. "Vigileremo - conclude il presidente Borghi - affinchè il parere del CdR non sia la ratifica della volontà degli stati riduttori, ma che al contrario tenga conto delle esigenze degli enti locali e delle regioni di tutta Europa che nei fondi strutturali depongono le principali aspettative per le politiche di investimento e di sviluppo".

Roma, Mercoledì 23 Febbraio 2005
  
 

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