Rassegna Stampa

   

   

   

   


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Ultimo aggiornamento: 28-01-2009; 12:01:00.
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       Martedì, 16 settembre 2008
Giovane nero ucciso a sprangate a Milano



Un furto di dolciumi per pochi euro, in un bar da parte di tre giovani di colore. L'inseguimento dei proprietari a bordo del loro chiosco mobile. Gli insulti da una parte e dall'altra. "Ladri, negri di merda" urlano gli inseguitori.
Poi la colluttazione e sprangate al corpo e al capo di uno dei giovani.

E' morto così Abdul Salam Guibre, 19 anni, con cittadinanza italiana ma originario del Burkina Faso, saltuariamente metalmeccanico.
Con i due amici era stato in un locale in zona Porta Romana e, a bordo dei mezzi pubblici, erano andati alla Stazione Centrale di Milano per avviarsi, a piedi, verso il centro sociale Leoncavallo, distante alcuni chilometri.

Lungo il tragitto la sosta nel bar di Fausto e del figlio Daniele Cristofoli, 51 e 31 anni.
Stando ai due titolari dell'esercizio pubblico, i tre avrebbero arraffato dei dolciumi senza pagarli, per poi allontanarsi. Padre e figlio allora sono saliti a bordo del loro chiosco mobile e li hanno inseguiti.
Poi, dalle parole grosse, si è passati alle mani: i tre ragazzi con un bastone raccolto per terra, i Cristofoli con un altro bastone e una spranga. Ad avere la peggio è stato Abdul, colpito al corpo, ma soprattutto alla testa.
All'ospedale Fatebenefratelli hanno cercato di salvargli la vita, ma il giovane non ce l'ha fatta. E' morto nel primo pomeriggio. Fuori dall'ospedale si sono subito radunati parenti e amici, quasi tutti vestiti alla moda dei rapper americani.
'Abdul era un ragazzo semplice, cresciuto in una famiglia sana che si era trasferita in Italia poco dopo la sua nascita - raccontano - Era socievole ed estroverso''.

"Abba", come era soprannominato, aveva frequentato le superiori a Gorgonzola (Milano) e bazzicava spesso i locali di Milano con gli amici.
Questi lo descrivono come poco incline agli eccessi. Amava la musica e ballare, divertirsi senza pensare a nulla. Aveva deciso l'estate scorsa di non continuare a studiare e lavorava per certi periodi come metalmeccanico.
Gli agenti della Squadra mobile hanno impiegato poche ore per identificare i proprietari del chiosco mobile del quale gli amici di Abdul avevano annotato parzialmente il numero di targa.
Li hanno quindi fermati e la loro posizione sarà al vaglio già domani del pm di turno Roberta Brera. gli amici della vittima sono stati interrogati dagli agenti.
Avrebbero ammesso la lite e raccontato degli insulti: "Negri di merda".

Anche la loro posizione _ valutata in queste ore. Nel frattempo l'episodio ha causato le reazioni del mondo della politica: c'è chi parla apertamente di un episodio di razzismo, come il segretario dei Ds Piero Fassino oppure il sindaco di Milano, Letizia Moratti che invita a isolare "sempre e comunque ogni forma di violenza".
Altri, come invece l'assessore alla Sicurezza della Provincia, Massimo Grancini, puntano il dito contro un "sistema di giustizia fai da te, tollerato da diverse parti, che deve cessare".

  
 

© Copyright 2009 Enrico Borghi