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Noi, l’Italia di domani
“Lasciamo questa vecchia Italia sprofondare nei suoi rancori, nei suoi slogan urlati quanto vuoti, nella sua enfatizzazione di paure sulle quali costruire carriere e mantenere rendite politiche.
Lasciamo volentieri all’Italia di ieri il compito di proseguire con una politica di insulti e offese personali, di rievocazione dei fantasmi del passato e addirittura di beatificazione di esponenti di Cosa Nostra, di minacce e messaggi obliqui.
Noi andiamo per un’altra strada.
Quella dell’Italia del futuro e della concretezza sui problemi.
Quella che ci ha fatto ascoltare in questi giorni il disagio dei nostri concittadini ma anche la speranza di cambiare di tanti giovani.
Quella che ci ha fatto incontrare gli operai di uno stabilimento chimico che difendono il loro posto di lavoro e assumerci impegni al loro fianco o gli artigiani e i commercianti che chiedono più libertà e meno burocrazia e impegnarci a realizzare la riforma della pubblica amministrazione.
Quella che ci ha portato nei più piccoli e sperduti paesini delle vallate alpine a parlare per ore di politica in maniera appassionata e quella che ci ha portato a riflettere con gli imprenditori che il salvataggio di Alitalia e il rilancio di Malpensa deve avvenire secondo le logiche di mercato e non con il consueto ricorso al debito pubblico.
Quella che ci ha portato a incontrare le famiglie e spiegare le nostre proposte per il sostegno alla natalità e all’occupazione femminile e quella che chi ha portato a impegnarci per ridare potere di acquisto ai salari dei lavoratori dipendenti e alle pensioni degli anziani.
Andiamo avanti così, in queste prossime ore. Parliamo con la gente del futuro dell’Italia, anziché del suo passato.
E la gente capirà che siamo l’Italia di domani che dà il cambio all’Italia di ieri.
Un domani che inizia il 14 aprile”
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