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Gli occhi di Wojtyla

Ho avuto un grande privilegio regalatomi dalla Provvidenza: quello di incontrare de visu Giovanni Paolo II.
Accadde il 22 novembre 2002, nella sala “Paolo VI” della Città del Vaticano.
Era il giorno del 50° anniversario dell’Uncem, e per l’occasione pensammo di dedicare al Papa - da sempre innamorato delle montagne - un concerto da tenersi nella sala dove ogni mercoledì si tiene l’udienza generale.
Con emozione e soddisfazione il Pontefice non soltanto acconsentì, ma presenziò per tutta la durata del concerto e al termine ricevette una delegazione della nostra associazione.
Incontrai per primo papa Wojtyla, e gli donai la medaglia del nostro cinquantesimo. Poi gli restai accanto qualche minuto presentandogli via via i componenti della Giunta dell’Uncem.
Il Santo Padre era già ammalato, e il peso degli anni si faceva sentire sul suo fisico. Ma un particolare mi rimase impresso: dopo avergli baciato l’anello, il mio sguardo si incrociò con il suo.
Gli occhi erano serrati, le palpebre quasi abbassate e pesanti, ma dietro la stanchezza fisica si celavano due occhi magnetici e uno sguardo impressionante, di una vivacità quasi stridente con il resto del corpo anziano.
Il suo sguardo fu (e il paragone non vuole essere irriverente per un uomo che sono convinto vedremo presto salire agli onori degli altari) come un lettore ottico, un laser come di quelli che al supermercato attraversano i codici a barre per leggerne i dati oscuri ai profani.
Furono pochissimi secondi, forse neppure più di due, ma quello sguardo, quell’intensità, quegli occhi me li porterò dentro finchè camperò.
Il Papa ti guardava ed era come se ti leggesse dentro, come se ti avesse già capito, come se al tempo stesso scrutandoti comprendesse già tutto di te. Il suo sguardo è stato come un flash, un lampo che dura un attimo ma che si stampa sulla retina e nel cuore.
Per questo mi considero un privilegiato. Come lo siamo tutti noi, uomini di questo tempo, che abbiamo avuto la fortuna e il dono di essere accompagnati in questi anni da uno straordinario personaggio, che i libri di storia ricorderanno davvero come Giovanni Paolo II Magno, il Grande.
Roma, Lunedì 4 Aprile 2005
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