Rassegna Stampa

   

   

   

   


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Ultimo aggiornamento: 13-11-2009; 17:32:12.
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       Martedì, 10 novembre 2009
NEWSLETTER - BLOG



In risposta alla mia ultima Newsletter ho ricevuto oggi la lettera di un amico, che pubblico integralmente di seguito.
Vi invito a leggere attentamente ed a fare le Vostre considerazioni, che avrò il piacere di pubblicare e condividere con tutti gli Amici.



"Ciao amico Enrico
ho letto attentamente, la tua comunicazione e ti devo dire che la parte del "taxi" è veramente una trovata delle tue, ma dove vai a trovare alcune definizioni di così alta chiarezza...., come ti ho scritto in un messaggio sono veramente felice per quello che ti hanno passato, sei un degno testimone del nostro territorio, e come ho detto al nostro presidente M. Nobili, sono fiero di avere due amici, mi permetto di definirvi, con caratteristiche politiche diverse ma quello che vi accomuna (se si ci si mette seduti e si ragiona senza etichette), è che secondo me siete due persone eguali per il rispetto per tutte le categorie di persone...ricchi o poveri , uguali o no..... Almeno lasciatemela pensare cosi......buona fortuna, e quando trovi tempo scrivi e fammi sapere le tue iniziative, ascoltarti è sempre un piacere.....
"

Willy
    




"Enrico, ma quel Vernetti che se ne va è lo stesso che ci aveva fatto quel bel pacco tre anni fa, di promettere il posto al VCO in Regione e al Parlamento e di venderlo ai suoi amici torinesi?
Sei troppo signore, dovevi salutarlo con un bel "a mai più rivederci" visto quello che ha combinato in questi anni. Sulla Lanzillotta inutile parlare, è già stato detto tutto...
Avanti così con Letta, Bersani, la Bindi e tutti quelli che credono davvero al Pd anzichè usarlo per far carriera e poltrone. Ciao"

Claudio
    




Come ho già avuto modo si dirti personalmente, tanti tanti complimenti per l'elezione alla direzione nazionale.
Spero che vivamente che la tua presenza, unita all'indiscusso carisma del neo segretario dia quella necessaria spinta "dal basso" al PD, affinchè diventi veramente il "partito dei territori", anche di quei territori che al momento sono rappresentati, all'interno della direzione nazionale, da personaggi che quantomeno definirei discutibili" (Loiero, Bassolino, Iervolino.....).
Sull'uscita di qualcuno dal partito... beh forse, meglio così... che ci si poteva aspettare da chi, durante il travagliato governo Prodi, spinta dalle Tele-polemiche e dal famoso libro "La Casta", dichiarava le comunità montane come enti da sopprimere, facendo poi per fortuna dietro-front , rifiutando il confronto con gli amministratori dei territori...
E allora che dire Enrico...buona pedalata e speriamo che stavolta si arrivi lontano

Davide
    





"Non si saluta mai un abbandono con un giubilo".
Hai perfettamente ragione caro Enrico, non lo si può fare per due motivi abbastanza semplici: in politica si saluta tutti con una pacca sulla spalla, l'importante è saper nascondere sempre il coltello dietro la schiena; poi anche per una ragione più semplice, per 'morale', perché siamo comunque stati membri di una stessa squadra giusto?è finita la lieson e ci abbandoniamo da brave persone mature...
Questo è il mio pensiero, poi mi arriva sul cellulare l'ANSA, la leggo, cambio opinione... Se fossi vissuto nell'era della grande filosofia senza ombra di dubbio ti avrebbero catalogato come 'animale politico', nel senso più pieno del termine.
Chiunque segua con attenzione la scena politica non può non sapere cosa rappresentino la Lanzillotta e Vernetti per te, per l'idea di politica, per il Pd.
Ricordo ancora le battaglie a suon di dichiarazioni e manifestazioni per difendere le Comunità Montane, per difendere il lavoro e l'impegno tuo e dei tuoi collaboratori per dare un futuro migliore alla montagna, non in senso stretto, non come Ossola, anche, ma soprattutto come salvaguardia di una realtà italiana, di un patrimonio che qualcuno sta cercando di spendere per la città, quasi come se fossimo tornati alla politica di potenza e la montagna fosse la colonia di turno da cui prelevare le risorse per fare grande lo stato centrale.
Ecco che chi viveva nella logica di affondare te per affondare la montagna è risultata essere un'altra "vittima" della montagna.
Continua così caro Enrico, continua ad avere come spinta motivazionale il tuo grande amore per la montagna e per chi ci abita!

Marco
    




Caro Enrico, condivido nello spirito la tua nota che ho letto sulle agenzie. Però nella realtà bisogna dire che è tutta da dimostrare... Ciao.

Giorgio
    




Caro Enrico, prima che nascesse il PD io non avevo mai fatto parte di un partito politico, avevo sì votato, per più di vent'anni, ma più per senso del dovere che per convinzione.
Quando è nato il PD, sinceramente, mi ci sono avvicinata con un po' di sospetto, poi è uscito il Manifesto dei valori (che anche tu hai contribuito a stendere) e leggendolo mi sono resa conto che parlava di ciò in cui credo, di ciò per cui sarebbe davvero valsa la pena di battersi. E così abbiamo iniziato insieme e portato avanti l'avventura del Circolo di Vogogna e Premosello che ha visto te eletto all'Assemblea Nazionale e Davide a quella Regionale.
Io penso che chi, in questi giorni, ha lasciato il partito, o non crede in questi valori (ed allora meglio che approdi ad altri lidi) oppure non ha la voglia ed il coraggio di lavorare seriamente perché diventino la nostra bandiera.
Sono felice della tua conferma alla Dirigenza Nazionale perché credo che oggi ci siano i presupposti per un vero rinnovamento, quello che parte dal basso, dal territorio, da noi e dalla nostra capacità di lavorare tutti insieme per ridare al nostro paese democrazia e dignità.

Laura Paola
    




Mi spiace caro Enrico, ma io non ci vedo proprio niente di nuovo ne di buono ma solo un gran vorticare di parole, il più delle volte vuote, a distanze siderali dai veri problemi non solo del paese ma del mondo intero.
Invero ho seguito la nascita e la crescita (?) del pd dai confini dell'impero e certamente dalle sue propaggini più esterne ma non sono mai riuscito ad entusiasmarmi e mai mi sono tolto quella sensazione di disagio ogni qualvolta mi trovavo coinvolto in qualche iniziativa del partito quel sentirsi sempre fuori posto; spesso mi sono domandato il perché ma le risposte non erano mai esaustive allora non mi sono più fatto domande e ho scelto un' altra strada. Alla prima occasione utile, oltretutto arrivata dopo una sonora sconfitta elettorale, ho vomitato (perdonami il termine) tutto il mio livore e me ne sono andato. Così almeno mi sono liberato dalla sindrome della volpe e dell'uva e non mi sono più sentito in colpa quando pensavo (ed ora lo penso con più forza) che il luogo della politica non è più un centro di ideali dove il compromesso è un eccezione e dove il fine ultimo non è quello più alto ma è quello che porta al tornaconto personale, al centro come in periferia. Una zattera in un mare sempre più tempestoso a cui è fondamentale rimanere attaccati... e quindi liberi tutti.
Pensando alle ultime defezioni ho avuto pensieri ancora più dissacranti non sono riuscito a rappresentarmi le varie radici (democratiche, cristiane, socialiste, socialdemocratiche ecc. ecc. ) che a vario titolo tutti hanno sbandierato a mo di scuse o di accuse ma avevo in mente il gioco che si faceva da adolescenti ( mi auguro che tu non giocassi solo al subbutteo o calcio balilla, non ricordo bene quale dei due occupasse il tempo libero dei nostri dirigenti quando erano giovani) del ballo della sedia dove alla fine qualcuno rimaneva in piedi e aveva perso. Dato che nel mondo politico attuale non si può perdere, chi ha la possibilità prende una sedia nuova e si fa il suo gioco, basta essere in numero pari e avanti fino alla fine della prossima canzone.
Comunque auguri

Francesco
       
 

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